A me Penelope fa un baffo ….. attendo da una vita su questo marciapiede che passi il mio treno, tanto che mi viene quasi spontaneo chiedermi
- ‘Cazzo; avrò mica sbagliato binario?!’
È singolare che nei giardini di Colaneve si trovi una stazione dei treni, ma d’altra parte questo posto è davvero straordinario, qui nulla è impossibile, come nei sogni.
Era cominciato tutto nel migliore dei modi, strada luminosa, tutta in discesa, camminavo leggera, quasi rotolavo caricata a molla dall’entusiasmo.
Mi danno le indicazioni necessarie su come ci si comporta, faccio il biglietto e mi dicono:
- “Quando passa il tuo devi saltare!”
e da li dovevo capire che ti si dice sempre tutto, ma proprio tutto, tranne l’essenziale; tant’è che io sono ancora qui a chiedermi : ‘Qual è il mio treno?’
Insomma sto qui, sulla banchina dei binari, questo posto di passaggio è diventato casa mia..di treni ne sono passati parecchi ho visto gente saltare, qualche volta ho saltato anch’io, mi sono fatta un giro che non ha portato da nessuna parte e sono ridiscesa qui...
Dovrei dire che dall’inizio niente è cambiato, invece non è così.
E’ cambiata la luce del giorno,
è cambiato l’entusiasmo,
è cambiata la consapevolezza,
ma non è cambiata la speranza di saltare sul treno giusto.
Nel frattempo per eludere la noia dell’attesa, mi faccio raccontare storie dalla gente che incontro, prima che salti sul suo treno … catturo un' emozione, rubo un pensiero, dipingo un' immagine, scatto una fotografia.
- ‘Cazzo; avrò mica sbagliato binario?!’
È singolare che nei giardini di Colaneve si trovi una stazione dei treni, ma d’altra parte questo posto è davvero straordinario, qui nulla è impossibile, come nei sogni.
Era cominciato tutto nel migliore dei modi, strada luminosa, tutta in discesa, camminavo leggera, quasi rotolavo caricata a molla dall’entusiasmo.
Mi danno le indicazioni necessarie su come ci si comporta, faccio il biglietto e mi dicono:
- “Quando passa il tuo devi saltare!”
e da li dovevo capire che ti si dice sempre tutto, ma proprio tutto, tranne l’essenziale; tant’è che io sono ancora qui a chiedermi : ‘Qual è il mio treno?’
Insomma sto qui, sulla banchina dei binari, questo posto di passaggio è diventato casa mia..di treni ne sono passati parecchi ho visto gente saltare, qualche volta ho saltato anch’io, mi sono fatta un giro che non ha portato da nessuna parte e sono ridiscesa qui...
Dovrei dire che dall’inizio niente è cambiato, invece non è così.
E’ cambiata la luce del giorno,
è cambiato l’entusiasmo,
è cambiata la consapevolezza,
ma non è cambiata la speranza di saltare sul treno giusto.
Nel frattempo per eludere la noia dell’attesa, mi faccio raccontare storie dalla gente che incontro, prima che salti sul suo treno … catturo un' emozione, rubo un pensiero, dipingo un' immagine, scatto una fotografia.
